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Network Genetico Italiano Sloveno

Le malattie genetiche

Acondroplasia

CLINICA e PROGNOSI

L'Acondroplasia è una malattia genetica caratterizzata da bassa statura con arti superiori e inferiori corti. Altri segni clinici includono macrocefalia con fronte prominente e ponte nasale depresso, iperlordosi, cifosi toraco-lombare, ridotta estensione dei gomiti, brachidattilia e ginocchia vare. Durante l'infanzia è comune il riscontro di ipotonia con ritardo di acquisizione delle tappe dello sviluppo motorio.

Lo sviluppo cognitivo e l'aspettativa di vita sono entro i limiti di norma; vi è tuttavia un rischio aumentato di mortalità infantile dovuta a compressione midollare da anomalie della giunzione cranio-cervicale.

GENETICA

L'Acondroplasia è una patologia a trasmissione autosomica dominante ed è causata da mutazioni in eterozigosi del gene FGFR3. Due mutazioni ricorrenti (c.1138G>A e c.1138G>C) sono responsabili di più del 99% dei casi di Acondroplasia; entrambe determinano la sostituzione aminoacidica p.Gly380Arg.

DIAGNOSI

La diagnosi della malattia è essenzialmente clinica-radiologica. L'identificazione della mutazione patogena nel gene FGFR3 mediante analisi molecolare conferma la diagnosi clinica.

DIFETTO MOLECOLARE

Il gene FGFR3 codifica per un recettore dei fattori di crescita dei fibroblasti (FGF); è una proteina di membrana con attività tirosin-chinasica. L'attivazione del recettore innesca una serie di segnali intracellulari che esitano in una riduzione della proliferazione e differenziazione dei condrociti.

La sostituzione aminoacidica p.Gly380Arg determina una attivazione costituzionale del recettore, con conseguente riduzione della crescita dell'osso.

TERAPIA

Non esiste una terapia risolutiva della malattia; è pertanto necessario un adeguato monitoraggio clinico dei pazienti al fine di identificare precocemente eventuali complicanze (tra cui obesità, cifosi, compressione midollare, idrocefalia, ipoacusia). L'allungamento chirurgico degli arti rappresenta una opzione terapeutica.